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La Città di Verbania vuole ricordare il Beato Contardo Ferrini con l'istituzione di un premio letterario che ne riscopra l'eccezionalità dell'uomo e l'attualità del suo pensiero. Grande giurista, salito agli onori degli altari, egli fu un laico, santo nella vita quotidiana, che seppe coniugare l'impegno politico con la fede cristiana in un periodo, la seconda metà dell'Ottocento, in cui si diffondono le tesi razionaliste avverse alla fede e alla Chiesa. Il Premio Beato Contardo Ferrini - Città di Verbania, nasce con la finalità di far crescere un dibattito stimolante e costruttivo, prendendo spunto dalle intuizioni innovative di Contardo Ferrini in tema di fede, religione, politica ed impegno sociale, su temi attualissimi quali l'economia responsabile, la trasformazione della famiglia, i valori profondi dell'esistenza. Gli argomenti trattati, gli autori presenti alla manifestazione e i contenuti dei libri in concorso selezionati per la prima edizione 2010, hanno lo scopo di approfondire e sviluppare le tematiche all'interno della società odierna. La riscoperta del Beato Contardo Ferrini, protagonista della cultura italiana, porterà sicuramente momenti di riflessione personali in un mondo che sempre più propone modelli di vita che non riescono a valorizzare l'uomo nella sua interezza, valorizzazione che il Beato Contardo invece pone come traguardo di una vita piena, vissuta all'interno della società civile.
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Bando di partecipazione alla terza edizione 2012 |
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I vincitori della seconda edizione del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini |
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Le motivazioni della Giuria sulle opere vincitrici del 2° Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini
Vincitrice della seconda edizione Patrizia Colombo con:
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Liberi in carcere - L’incontro nell’incontro Conversazioni dal Bassone di Como Itaca Libri, Castel Bolognese (RA) - 2010
Proprio in un luogo dove la Libertà è interdetta, è negata e resa miraggio, meglio se ne capiscono e coltivano le radici concrete, incarnate; e si celebra il piccolo miracolo quotidiano dell’incontro nell’incontro… Con una prosa lirica e insieme realistica, Patrizia Colombo, educatrice paziente e fervida dentro l’acerrima realtà carceraria, riesce a raccontarci le situazioni, i dubbi, le asprezze, le difficili e abissali speranze di quello scenario, e soprattutto di quelle coscienze. Ne emerge una testimonianza esemplare, struggente, che scava il significato e il bisogno di libertà anzitutto nel proprio cuore, e poi nell’incontro specchiato, quotidiano, con l’Altro da sé che invece ci reclama fratelli.
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Al secondo e terzo posto
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Emilia e i suoi ragazzi - L’opera civile della fede. Emanuele Boffi Fondazione Emilia Vergani / Lindau, Torino - 2010
Emilia Vergani (1949-2000), fondatrice del “Centro In-Presa”, è stata una preziosa e umile operaia di carità, cioè una creatura che ha dedicato gran parte delle sue energie nel sentirsi madre e sorella, amica, prima ancora che educatrice, di tutti “i suoi ragazzi”: che erano poi quelli più difficili e sfortunati nel trovare, dentro la frenetica e scettica società dei consumi, una vera “chance” di futuro. Questa biografia ci racconta il travaglio e insieme la scommessa dell’opera civile della Fede, e ce la rende dolorosamente attuale, consci come siamo che tutti i problemi che Emilia già affrontò e cui diede generosa risposta, tuttora ci circondano, ci affannano, chiedendoci ogni stanco giorno di non sentirli estranei, di farli ancora e in cuore tutti nostri.
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La Coscienza - Istruzioni per l’uso Eberhard Schockenhoff / Christine Florin Queriniana, Brescia - 2010
Un testo insieme agile e rigoroso, che un docente emerito di Teologia morale all’Università di Friburgo ha redatto assieme ad una giornalista culturale docente di Scienze politiche, tentando di ascoltare, “auscultare” tutti i sintomi o i malesseri più comuni della nostra maldestra società del benessere. Un vademecum dunque sorprendente e aggiornato, che il filo in ombra della Coscienza lo segue sin oltre la soglia domestica, i dissidi di coppia, il rapporto coi figli, coi bambini o coi vecchi, soprattutto con noi Stessi – troppo spesso imperdonabili e presuntuosi nel non volerlo mai ammettere.
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Seguono
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Amor che move il sole e l’altre stelle - L’uomo, l’amore, l’infinito. Giovanni Fighera Edizioni Ares, Milano - 2010
Con questa terza grande meditazione suggellata dal glorioso verso dantesco (dopo i precedenti libri sulla Felicità e la Bellezza), Fighera salda e chiude un’ideale trilogia, in nome d’un sentimento – l’Amore – che ha commosso da sempre pensatori, scrittori, poeti e artisti… Da Omero a Platone, da Cicerone a Orazio, sino a San Paolo, Dante, Shakespeare, Dostoevskij, Ungaretti, Montale, Testori, e tantissimi altri – la scrittura assorbe e rivela, dubita, anche, ma s’interroga ardente, e già in sé ritrova, conquista le risposte.
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Antonio Rosmini - Ragione & Libertà Maurizio De Bortoli Edizioni Ares, Milano - 2010
Fuori da ogni intento teoretico o qualsivoglia prosopopea agiografica, De Bortoli racconta e ripercorre l’umile ma nobilissima vita del fondatore dell’Istituto della Carità (e filosofo del “Trattato di coscienza morale”), nel suo prodigioso e santo itinerario d’intelletto e di grazia. Si tratta di guidare gli uomini divenuti, non innocentemente, ciechi verso la verità che salva, e condurli alla fede per la via della ragione…
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Premiazione seconda edizione |
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Il Beato Contardo Ferrini nelle sue lungimiranti intuizioni in tema di fede, religione, politica ed impegno sociale, fu un pioniere anche nell'affrontare il rapporto dei giovani con la società quando, studente universitario, tentò di costituire un circolo studentesco per creare occasioni di crescita stimolanti e formative. Continuando così a rimanere invariata la filosofia del Premio, ispirata ai valori e all'etica cristiani, la scelta fondamentale di questa seconda edizione è tutta basata sul rapporto tra i giovani e il mondo in cui vivono. Infatti la tematica privilegiata quest'anno, centrata su: "Coscienza cristiana ed impegno educativo nella società odierna", vuole suscitare un dibattito costruttivo attorno ad un problema che tutte le generazioni vivono e che, mai come oggi, nella nostra realtà travagliata ed assillata da mille problemi, appare come emergenza educativa. I libri in concorso selezionati per la seconda edizione affrontano questo tema come testimonianza, in un mondo laico, di una fede vera intesa come aiuto all'altro, di un volontariato che diventa impegno educativo nella solidarietà verso l'altro. Esempi veri, buoni punti di riferimento che la Letteratura ha il dovere civile di trasmettere ai nostri giovani per educarli e fornire quegli strumenti necessari per la loro crescita che è sempre un processo difficile e tormentato.
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Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini
Premiazione Seconda edizione
Sabato 15 ottobre 2011 - Presentazione e incontri dalle ore 15.00 Teatro Hotel Il Chiostro Via F.lli Cervi 14 - Verbania Intra
Saranno presenti: Alessandro Meluzzi Intervento dei giovani dell'Oratorio S.Vittore, moderatore Saverio Gaeta Andrea Tornielli Presentazione lavori dei ragazzi dell'Istituto Ferrini, coordinati da Maria Canale
Cerimonia della Premiazione ore 18.00 Teatro Hotel Il Chiostro
Ospite d'Onore Davide Rondoni Accompagnamento musicale di Mimmo Sparacio - ore 21.00 Teatro Hotel Il Chiostro
Recital letterario di Davide Rondoni Accompagnamento musicale di Giancarlo Chiesa
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2a edizione del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini |
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I libri selezionati per la scelta finale
Tutti ancora parlano di letteratura ma purtroppo, ahinoi, di una letteratura in crisi: così che i fiumi di parole spesso non corrispondono affatto allo sguardo giusto sull’oggi e sul sociale… Questo premio – che quest’anno è centrato su “Coscienza cristiana ed impegno educativo per i giovani nella società odierna” – sta cercando, e forse anche riuscendo a portare invece il discorso sull’etimologico e onesto discorso del “poièin” come “fare”: cioè agire e sentire poetico nella realtà concreta, travagliata e anche sfasata da mille problemi, emergenze (educative in primis), eccetera. Invischiato e non poco annichilito dall’ombra lunga della Crisi generale (italiana come europea, mondiale), che è strategica crisi di un intero sistema non meno economico che antropologico-culturale, non meno civile che, ammettiamolo, di costume, questo potrebbe essere, paradossalmente, l’anno buono proprio per una nuova visione, o aggregazione d’intenti – anche della pagina scritta, e della forza che conserva, la Letteratura, per descrivere ma prima ancora leggere la nostra amata e maldestra Realtà… Vari libri, tra quelli giunti per la selezione, vertono su questi aspetti, AGISCONO e ne danno conto, TESTIMONIANO – anche e soprattutto nel mondo “laico” – una fede vera che è specialmente aiuto all’Altro, attenzione e dedizione soprattutto all’altro da te, e ancor più se incrinato dal dolore e sviato dalle sventure più accanite. Libri che palpitano, soffrono e ci parlano; dunque, sperano sempre e ancora in orizzonti più lieti e provvidi, più luminosi… Puntiamo ovviamente sul tema forte dell’(auto)educazione, dell’energia comunicativa ma anche dell’impegno pedagogico, delle esperienze forti, della solidarietà vera, e non strombazzata come “testimonial” permanente di scelte comunque ancora consumistiche e magari globalizzate… In quest’ottica e per questi motivi, dopo attenta consultazione, siamo arrivati a una prima selezione di cinque libri, particolarmente meritevoli e insieme fruibili. Ed è la rosa della finale, da cui dunque uscirà il testo vincitore. Non meno degni di nota, però, e sottilmente intriganti, almeno altri quattro testi, che andremo comunque a segnalare e sintetizzare…
La Giuria
Plinio Perilli – presidente
Padre Riccardo Gallina
Luca Ariola
Saverio Gaeta
Marco Invernizzi
Recensioni dei cinque libri finalisti:
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La Coscienza - Istruzioni per l’uso Eberhard Schockenhoff / Christine Florin Queriniana, Brescia - 2010
“La coscienza, evidentemente, non serve come morbido cuscino per riposare, che l’individuo può godersi sulla ecologica sdraio di legno. La coscienza non dà pace, si rivolge dentro di noi a noi stessi, chiede, obbliga alla risposta e alla responsabilità.” Un testo insieme agile e rigoroso, che un docente emerito di Teologia morale all’Università di Friburgo ha redatto assieme ad una giornalista culturale docente di Scienze politiche, tentando di ascoltare, auscultare tutti i sintomi o i malesseri più comuni e quotidiani della nostra sedicente Società del Benessere – che ovviamente è in crisi, e scambia per travaglio pubblico o semplice rigurgito economicista, ciò che è ancor più equivoco interiore, stoltezza di pensiero, vizio e lamento di comodo: “Consumare si è trasformato, da un male necessario, in una professione di fede”… Un vademecum sorprendente e aggiornato, a tratti struggente, che il filo in ombra della Coscienza, lo segue sin oltre la soglia domestica, i dissidi di coppia, il rapporto coi figli, coi bambini o coi vecchi, soprattutto con noi stessi – troppo spesso imperdonabili, e presuntuosi nel non ammetterlo… Ma una speranza resta, e risiede tutta e proprio nella Coscienza: “Chi perdona restituisce la libertà all’altro. Il perdono libera e il perdono obbliga.” Cosa rara e fulgida, qui, eccezionalmente, l’Altro da sé qui rifrange e assomma il nostro stesso Sé…
Eberhard Schockenhoff. Docente di teologia morale all’Università di Friburgo, è membro del Consiglio tedesco per l’Etica. Christine Florin. Dottore in Filosofia e caporedattrice culturale del settimanale Rheinischer Merkur, è docente di Scienze Politiche all’Università di Bonn.
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Liberi in carcere - L’incontro nell’incontro Patrizia Colombo Itaca Libri, Castel Bolognese (RA) - 2010
“L’amicizia in carcere esiste e credo sia più sincera di altre, vuoi per la convivenza forzata vuoi per altro, ma esiste. Siamo tutti nelle stesse condizioni, con le stesse pene e con le stesse preoccupazioni. Ci si aiuta a vicenda, ci si conforta e si è come una famiglia.” Queste Conversazioni dal Bassone di Como sono uno spaccato doloroso e paziente di un sereno dialogo tra due detenuti, Carlo e Alberto, e Patrizia, responsabile della cooperativa “Homo Faber” che organizza il lavoro in carcere… “Il carcere è un luogo limite,” – come scrive in prefazione Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà – “in cui l’esperienza umana è costretta a emergere in modo più radicale e per questo la speranza e la libertà appaiono molto più grandi della mera realizzazione delle nostre immagini umane”… Ed è un libro pieno di immagini, questo, e riflessioni, confidenze, gesti ed estro sensibile. Fuori da ogni canone o per fortuna formalismo, si fa romanzo e torna racconto, affabula storie o trova la poesia, poi rientra nel respiro e nei tempi del diario… “La soddisfazione che ti dà fare per gli altri, usare l’amicizia come mezzo e non come fine: questo ti dà energia. Ed è proprio questo che i volontari fanno in carcere. Fanno del bene per il piacere di farlo.”
Patrizia Colombo. Nata a Monza nel 1963, è dirigente scolastica in una scuola per l’infanzia. Entra in contatto con la realtà carceraria e subito tutto ciò diventa un forte motivo di cambiamento. Da sette anni è docente nel centro stampa gestito dalla cooperativa Homo Faber, all’interno del Bassone di Como.
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Amor che move il sole e l’altre stelle - L’uomo, l’amore, l’infinito. Giovanni Fighera Edizioni Ares, Milano - 2010
Dove quasi sempre la cultura sbaglia – la cultura paludata, accademica, sterile e autoreferenziale – è nel considerare o ridurre le grandi categorie dello scibile o della morale, a scomode o fluenti “voci” da dizionario o enciclopedia dello spirito… A darne cioè un’immagine, e una nozione patinata, asettica, addirittura specialistica… Fighera parte da questa eterna, angustiante impasse, per costruire (cioè immaginare, percorrere, metabolizzare, in una parola rivivere) dei libri che siano anche e soprattutto delle riflessioni di verità e autenticità. Lo ha fatto nel 2008 con la Felicità (Che cos’è, dunque, la felicità, mio caro amico?), poi a seguire con La Bellezza salverà il mondo (2009). Con questa terza grande meditazione, suggellata dal glorioso, trasvolante verso dantesco, si salda l’ideale trilogia, in nome d’un sentimento – l’Amore – che ha assorbito e commosso pensatori, scrittori e poeti universali, nell’ottica di sempre. Da Omero a Platone, da Cicerone a Orazio, sino a San Paolo, Dante, Shakespeare, Dostoevskij, Ungaretti, Montale, Testori, e tantissimi altri – la scrittura assorbe e rivela, dubita, anche, ma ritrova, s’interroga e già in sé trova le risposte… “L’Amore è la forza di attrazione, il legame più forte che esista. Le fedi da sole non hanno peso, non hanno valore, ricevono significato dalla comunione dei due sposi. Il peso delle fedi d’oro ‘è il peso specifico dell’essere umano’”: e qui Fighera cita il famoso dramma teatrale del giovane Wojtyla La bottega dell’orefice. Nell’amore, insomma, tutti possiamo essere orefici, se smettiamo d’illuderci di poter vendere o comprare sia la fede che l’amore…
Giovanni Fighera. Insegna Italiano e Latino nei licei e collabora con il dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli Studi di Milano. Ha esordito nel 2008 con “Che cos’è dunque la felicità mio caro amico?”; nel 2009 ha pubblicato “La bellezza salverà il mondo”, che con il libro di quest’anno, dedicato all’Amore, completa un’ideale trilogia.
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Emilia e i suoi ragazzi - L’opera civile della fede. Emanuele Boffi Fondazione Emilia Vergani / Lindau, Torino - 2010
Un altro libro che nasce dall’opera civile della fede: cioè dalla risorsa preziosa del confronto, dell’esperienza vissuta, dell’esempio. Dalla passione educativa di Emilia Vergani (1949-2000), “operaia di carità”, è nato nel 1997 il Centro In-Presa, dove attraverso il lavoro si cerca di indicare ai giovani una strada per scoprire che la vita ha un senso e che la realtà è positiva. Sul filo dei ricordi di chi quell’esperienza ha condiviso, e del diario inesausto di Emilia, Boffi costruisce un resoconto di dolcissima fragranza spirituale – ma anche di fermissima adesione e dedizione alla solidarietà e alla responsabilità (perfino dell’Altro) vissuti e incarnati come valori assoluti, commoventi e commossi d’umanità. (Commuovere da “cum” e “moveo, movere”, muovo con, muovo insieme). L’educazione come Credo ideale e testimonianza concreta… Scriveva Emilia parlando del ragazzo, di ogni Ragazzo da aiutare a crescere, a imparare: “La prima condizione perché sia possibile questo cammino è che ci sia qualcuno che si metta davanti a lui e dica: ‘Tu vieni dietro a me’. Chi educa è la persona che offre questa sfida.” Ed Emilia Vergani, adepta di un’opera e di un esempio fondamentale come Il rischio educativo di Don Giussani, partiva sempre anche lei dalla realtà concreta, racconta nell’intervista finale il Patriarca di Venezia, Angelo Scola, “per arrivare però a raggiungere il msenso profondo di cosa vuol dire amare, lavorare, edificare ecc.”
Emanuele Boffi. Ha 34 anni ed è giornalista, lavora al settimanale “Tempi”, dall’ottobre 2000.
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Antonio Rosmini - Ragione & Libertà Maurizio De Bortoli Edizioni Ares, Milano - 2010
L’abate Antonio Rosmini (Rovereto, 1797 – Stresa, 1855), da poco accolto – domenica 18 novembre 2007, nel duomo di Novara – tra i beati della Chiesa cattolica, ci ha insegnato con tutta la sua esistenza (e una poderosa opera filosoficoteologica) la possibile piena armonia tra Ragione e Fede… De Bortoli, fuori da ogni intento teoretico o qualsivoglia prosopopea agiografica, narra, racconta, ricostruisce e ripercorre l’umile eppure nobilissima vita del fondatore dell’Istituto della Carità (e dell’autore, tra l’altro, dei Principi della scienza morale, o del Trattato della coscienza morale: 1831 e 1839 – testi immensamente cari, per esempio, anche alla vocazione poetica del Manzoni) nel suo prodigioso e santo iter di intelletto e di grazia. “La carità intellettuale è una novità grandiosa che, in un tempo di smarrimento e confusione,” – scrive De Bortoli – “il carisma di Rosmini porta nella Chiesa: si tratta di guidare gli uomini divenuti, non innocentemente, ciechi verso la verità che salva e condurli alla fede per la via della ragione”…
Maurizio De Bortoli. Chimico, coltiva da tempo gli studi storico-filosofici, incentrando la sua ricerca sull’identità culturale dell’uomo europeo e della tradizione cattolica nei secoli. Dal 1990 al 2002 ha diretto il Centro Culturale Massimiliano Kolbe di Varese, città dove risiede.
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Altri testi segnalati:
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Vivi - Storie di uomini e donne più forti della malattia Fabio Cavallari Lindau, Torino - 2010
L’Odissea cruciale del male fisico come redenzione inopinata anche dell’anima. Massimiliano, Giulia, Bruno e Claudio, Oscar, Daniela, Egle, Giovanni… nomi veri di storie accadute, calvario atroce e paradossale conforto “senza terribili separazioni” – scrive Claudio nel memento finale – come quelle che questi drammi hanno subìto e vinto.
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Torniamo a casa L’Imprevisto: storia di un pericolante e dei suoi ragazzi Silvio Cattarina Itaca Libri, Castel Bolognese (RA) - 2010
“Bisogna far esplodere tutte le impetuose domande che sono dentro al cuore. Ogni tanto fermo un ragazzo e gli urlo, parafrasando la canzone: ‘Va’, gridalo sui monti!’. Questi ragazzi sono pieni di bellissime e bruttissime domande, le quali, poiché sgorgano dal loro intimo, per me sono sempre bellissime. Il dramma più cocente è che loro pensino che ad esse non ci sia nessuno che sappia rispondere, nessun luogo pronto ad accoglierle.”
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La Promessa Giorgia Coppari Itaca Libri, Castel Bolognese (RA) - 2010
“Fossi rimasto con la purezza di cuore dei miei nove anni! Per il Natale tornai a casa, ma fu un Natale triste perché non mi sentivo più a casa e Barbara non mi aveva quasi degnato di una parola. Avevo cercato di parlarle, le avevo detto che doveva imparare a leggere e scrivere, così le avrei scritto una lettera, ma lei mi chiese perché avrei dovuto scrivere una lettera proprio a lei. Che domanda stupida! Poi cercai di parlarle del mare, ma non mi sembrò molto interessata. Però mi chiese se avevo costruito una nave. Potevo aver costruito una nave?! Allora era tornata dalle sue compagne. Ed era sempre più bella.”
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Voci dall’aula - I giovani oltre il nichilismo. Matteo Lusso Edizioni Ares, Milano - 2010
Insegnante in un aggiornato Liceo Socio-Psicopedagogico in provincia di Bergamo, Lusso ci fornisce con sapiente chiarezza e sapiente duttilità tutte le domande e le risposte, i dubbi e le sicumere, la fragilità e la baldanza di una nuova generazione di ragazzi che la Modernità, da sola, certo proprio non basta a salvare… Un resoconto prezioso, di grande apertura e attenzione umane: “…Altro motivo dominante è questo: ‘vogliamo che qualcuno ci ascolti, aderisca al nostro vissuto’. La principale richiesta che viene dalle aule scolastiche è quella di essere ascoltati e ascoltati davvero. Il ragazzo ha bisogno di un interlocutore, vuole essere ascoltato, perché ritiene che ciò che vive sia importante, anche se l’adulto è così distante dalla condizione dell’adolescente da non sentirlo più come tale.”…
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