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La Città di Verbania vuole ricordare il Beato Contardo Ferrini con l'istituzione di un premio letterario che ne riscopra l'eccezionalità dell'uomo e l'attualità del suo pensiero. Grande giurista, salito agli onori degli altari, egli fu un laico, santo nella vita quotidiana, che seppe coniugare l'impegno politico con la fede cristiana in un periodo, la seconda metà dell'Ottocento, in cui si diffondono le tesi razionaliste avverse alla fede e alla Chiesa. Il Premio Beato Contardo Ferrini - Città di Verbania, nasce con la finalità di far crescere un dibattito stimolante e costruttivo, prendendo spunto dalle intuizioni innovative di Contardo Ferrini in tema di fede, religione, politica ed impegno sociale, su temi attualissimi quali l'economia responsabile, la trasformazione della famiglia, i valori profondi dell'esistenza. Gli argomenti trattati, gli autori presenti alla manifestazione e i contenuti dei libri in concorso selezionati per la prima edizione 2010, hanno lo scopo di approfondire e sviluppare le tematiche all'interno della società odierna. La riscoperta del Beato Contardo Ferrini, protagonista della cultura italiana, porterà sicuramente momenti di riflessione personali in un mondo che sempre più propone modelli di vita che non riescono a valorizzare l'uomo nella sua interezza, valorizzazione che il Beato Contardo invece pone come traguardo di una vita piena, vissuta all'interno della società civile.
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Aspettando il Premio Beato Contardo Ferrini: Proiezione del Film "Il Cammino di Santiago THE WAY" |
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Città di Verbania in collaborazione con Cinecircolo Giovanile Socioculturale Don Bosco di Verbania
Nell’ambito del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini - 4a edizione -
proiezione del film
Il Cammino di Santiago
THE WAY
regia di Emilio Estevez con Emilio Estevez, Martin Sheen, Deborah Kara Unger, Tcheky Karyo, James Nesbitt
Martedì 23 aprile 2013 c/o Auditorium Hotel il Chiostro Via Fratelli Cervi Verbania Intra
In programma tre proiezioni con inizio rispettivamente alle ore 17.15 / 19.30 / 21.15
Ingresso libero fino a esaurimento posti
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Bando di partecipazione alla quarta edizione 2013 |
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Long Concert degli allievi della Haute École de Musique (HEMU) |
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Città di Verbania in collaborazione con Associazione Culturale Note Romantiche e il Chiostro Teatro
Nell’ambito del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini
Long Concert
Quatre heures pour les nouveaux temps
CONCERTO
degli allievi del M° Sergiu Schwartz e del suo assistente M° Federico Pivato della Haute École De Musique (HEMU) di Sion
Sabato 15 dicembre 2012 a partire dalle ore 14.00 nella Cappella e nell’Auditorium dell'Hotel il Chiostro Via Fratelli Cervi Verbania Intra
Ingresso libero
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ore 16.00 Presentazione dell'edizione 2013 del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini
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I vincitori della terza edizione del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini |
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Le motivazioni della Giuria sulle opere vincitrici del 3° Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini
Vincitori della terza edizione: Carla Perrotti e Fabio Pasinetti con
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Lo sguardo oltre le dune Corbaccio, Milano - 2011
Un bel libro è sempre anche un gesto, una sfida, un esempio. E l’amicizia – quest’anno al centro come valore cardine del nostro premio – ne ha sempre sommamente bisogno. Carla, titolata e agonista “regina dei deserti”, che già annoverava ben 6 strepitose imprese un po’ in tutto il mondo, si lancia nella più bella e certo struggente delle sue avventure. Da condividere infatti con Fabio, maratoneta non vedente ma sportivo di gran tempra. Ambasciatori entrambi delle doti più belle dell’amicizia (che, quando è vera rinsalda e significa dedizione reciproca, collaborazione, condivisione), Carla e Fabio hanno ricavato un libro – un affascinante reportage narrativo dai loro minuziosi, generosi diari incrociati… Affascinante perché c’insegna che l’amicizia non ha confini né spaziali né temporali, o impedimenti che non possano essere superati, sublimati con la fede, l’affidamento, la comunanza perfino emotiva. Confessione ed abbraccio: e per corona l’umiltà. Il vero Deserto da superare resta sempre dentro, ed è certo ancora più esteso dei 250 chilometri percorsi a piedi, in due settimane, per onorare la nuova impresa. Il deserto bianco egiziano rimane qui una metafora, un monito meraviglioso. Ma è bello ripercorrere dentro il loro cuore quelle tante miglia di sabbia e di sole, poi quelle pause, quei ristori notturni dove il traguardo dell’etica sostituiva le vivande, i massaggi, le creme; e l’Amore creaturale, il messaggio eternamente evangelico, proclamava il suo unico Sguardo.
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Al secondo posto
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Ci si mette una vita Federico Russo Einaudi, Torino - 2011
Chi ha detto che i nuovi, giovani narratori latitano nei travagli e nei miraggi della società civile, nel chiasso e nell’alienazione informatica della propria ininterrotta colonna sonora, giostra o mimesi mentale, senza il coraggio di raccontarsi dal di dentro, fuori dalle mode e anche dall’alibi dinamico e generazionale della propria fresca età?… Federico Russo, a poco più di trent’anni, ci dona un romanzo completo, sfaccettato appunto di Giovinezza: una testimonianza profonda e insieme autoironica, agile, svolazzante o serrata nel lessico, ma rigorosa d’autocoscienza. Nell’intreccio serrato e caustico delle proprie amicizie (un quadrilatero di destini e caratteri che si sopporta e si coltiva sin dall’infanzia), sul filo d’un linguaggio schietto ma soprattutto con la piena onestà d’uno sguardo libero, assolutamente contemporaneo, Russo srotola insieme il suo romanzo di formazione e la messa in gioco, l’autoanalisi pungente o scoppiettante dei pregi e degli scompensi della propria generazione. Con una ricchezza di trovate, di riflessioni, di immagini, indubbiamente già di rilievo.
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Al terzo posto
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Lo specchio di Giulia Lucia Sandiano EdiGiò, Pavia - 2011
Gli occhi puri eppure inquieti dell’adolescenza restano sempre lo specchio migliore, e l’appuntamento più sincero sia col mondo degli adulti, in cui si ha voglia ma quasi paura di entrare, sia con le baloccanti contraddizioni, i luccicanti alibi della propria età. Età ingrata, età del malessere (titolava anni fa la Dacia Maraini): perché è obbligata alla gioia, al sorriso dell’ottimismo – nel mentre va troppo spesso ripiegandosi, arroccandosi dentro di sé prigioniera di mille dubbi e cento paure… Questo libro che sembra lieve, avvitato in letizia, pesa e scava in realtà con l’immensa e sana forza dell’onestà! Jessica, prima turbata anzi stizzita dall’allontanamento di Giulia, l’amichetta del cuore, finalmente ne comprende il dramma, il quotidiano e nascosto travaglio, il cedimento a un’anoressia che pare non darle tregua. Ma l’emergenza dell’amicizia comprende ed obbliga a questo: a capire e aiutare gli altri (perfino a sgridarli, ad obbligarli a rinsavire!). In nome di quell’Altro da sé, di quello specchio puro che solo accettandolo può salvarci.
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Seguono
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Testo fragrante – di grande godibilità (tipo film del genere Mamma, ho perso l’aereo!) – Aiuto! Mi sono perso a Londra (sottotitolo: “Quando le catastrofi riaggiustano la vita”), di Barbara Tamborini, corredato dalle deliziose illustrazioni di Barbara Bongini, che in ogni dettaglio, finanche grafico, e a detta della stessa casa editrice, è egualmente apparentabile ad una collana di narrativa per ragazzi (“Narrativa San Paolo Ragazzi” – l’avventura della mente e del cuore).
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Io più te fa noi… di Alberto Pellai (Edizioni Erickson, con annesso CD utile a “Potenziare l’educazione emotiva dei bambini con le canzoni dello Zecchino d’Oro, e illustrazioni veramente belle di Licia Zuppardi, coautrice anche della fantasiosa invenzione grafica, assieme a Giordano Pacenza): testo garbato, a suo modo delizioso, anche se resta compreso nel novero, prezioso seppur ristretto, dei libri per l’infanzia… Ma anche un testo attento ai bisogni contemporanei, ad esempio alla difficoltà d’integrazione linguistica tra un bambino rumeno e, qui da noi, gli altri bambini italiani…
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Terza edizione 2012 - Il saggio di Plinio Perilli |
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Pubblichiamo il saggio che il poeta Plinio Perilli, presidente onorario del Premio, ha dedicato al tema dell'Amicizia:
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“Voi, vi ho chiamati amici…”
AMICIZIA 2012. UN SENTIMENTO, UN RITO, UN DOVERE, UN’ARTE, UN MESSAGGIO, UN GESTO… FORSE UN SORPRENDENTE VANGELO APOCRIFO!
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Premiazione terza edizione |
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Sono trascorsi 110 anni dalla morte del Beato Contardo Ferrini, ma la sua vita può costituire ancor oggi occasione di riflessione, di esempio e di stimolo per una crescita spirituale ispirata ai valori cristiani nel vortice dei tempi moderni. Il tema di questa terza edizione del Premio è l'Amicizia proprio perché, nella vita del Beato, l'amicizia intesa come carità e disponibilità all'aggregazione fu una caratteristica preziosa nel rapporto con gli altri. L'Amicizia è il valore eterno ed irrinunciabile che il Ferrini seppe comunicare come sentimento quotidiano di gioia e di rispetto verso gli amici, i colleghi, i suoi studenti. Scrivendo episodi autobiografici o narrando vicende in cui grandi e nobili sentimenti come l'amicizia e l'amore diventano protagonisti della vita, gli autori dei libri selezionati hanno saputo cogliere e trasmettere l'importanza di un valore a cui gli uomini di tutti i tempi non possono rinunciare: l'Amicizia intesa in tutte le sue sfaccettature, nei suoi vari aspetti, nelle sue molteplici manifestazioni, come esperienza di condivisione, di accoglienza, di sostegno e di disponibilità per la vita: un'avventura dunque!
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Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini
Premiazione Terza edizione
Sabato 20 ottobre 2012 - Presentazione e incontri Teatro Hotel Il Chiostro Via F.lli Cervi 14 - Verbania Intra
Saranno presenti: ore 14.30 - Introduzione musicale a cura degli alunni del M° Mimmo Sparacio - Associazione Verbano Life ore 14.45 - Intervento giovani dell'Oratorio S.Vittore - Saluto delle autorità e presentazione del Premio Alberto Di Giglio - Saverio Gaeta - ore 15.30 - Mons. Franco Giulio Brambilla Vescovo Diocesi di Novara - ore 16.00 - Presentazione dei lavori dei ragazzi dell'Istituto Ferrini, classe Va B-Erica coordinati dalla Prof.ssa Maria Canale - ore 17.00 - Francesco Alberoni sociologo, scrittore, Ospite d'Onore - ore 17.30 Cerimonia della Premiazione con la presenza degli autori finalisti - Presidente onorario del Premio Plinio Perilli, poeta
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Aspettando il Premio Beato Contardo Ferrini: Duo Flauto e Pianoforte - Luca Marconi e Giancarlo Chiesa |
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Città di Verbania in collaborazione con IL CHIOSTRO - TEATRO
Nell’ambito del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini 3ª edizione
CONCERTO
Duo Flauto e Pianoforte
Luca Marconi flauto Giancarlo Chiesa pianoforte
Pianoforte Erard del 1838
Martedì 16 ottobre 2012 - ore 21.00 Chiesa di Madonna di Campagna Verbania Pallanza
Ingresso libero
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Vi proponiamo alcuni brani eseguiti durante il Concerto
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3a edizione del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini |
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I cinque libri finalisti
Quest’anno i libri pervenutici non erano tanti – eppure la qualità non mancava, e almeno apparentemente sembrava addirittura agevole poter scegliere con fede e giudizio… In realtà l’operazione non è stata poi così agevole: ma in fin dei conti crediamo sia stato un bene, e che qualche difficoltà in itinere abbia finito per costringerci a interrogarci meglio sul tema di quest’anno, che è l’AMICIZIA – e dunque a indurci da un lato a focalizzare meglio quest’auspicio, questo memento; dall’altro ci ha costretto a rispettare con integrità filosofica, spirituale e una precisione anche intellettuale, la volizione di questa scelta… È infatti vero che coi grandi sentimenti, nobili ed avvolgenti – totalizzanti (parliamo dell’amicizia, dell’amore…) – sembra sempre di essere dentro il discorso, nel solco ed alveo insomma del tema… Eppure ci nasceva per onestà il dovere doppio di non allargare troppo, di non includere per zelo magnanimo un passe partout di gesti, significati ed emozioni che potrebbe anche aprire, al limite, tutte le porte, ma non sempre azzecca la cassaforte esclusiva del cuore, nella combinazione unica della forma e dello stile. Per questo, confrontando e via via collimando con le nostre scelte, abbiamo pur sempre condiviso il sincero bisogno e dovere di interrogarci sui limiti e sui canoni del tema indicato, assegnato: L’AMICIZIA “un’avventura! Esperienze di condivisione, accoglienza, sostegno e disponibilità per la vita”… Giusto anche il monito di considerare l’attinenza dell’opera al tema proposto e la coerenza ai principi religiosi, etici e sociali del Beato Contardo Ferrini… Ma non crediamo sinceramente che tali principi debbano mai diventare dei canoni eccessivamente formalistici. Anche perché dobbiamo, dovevamo valutare e selezionare libri ben scritti – libri in qualche modo pedagogici, se non edificanti – degni di ben figurare nella logica profondamente armoniosa d’un premio che si rifà a virtù positive, le anela e si sforza ancora di poterle incontrare, dunque testimoniare.
Ci siamo insomma trovati ben d’accordo per una prima selezione che portasse nella rosa o terna scelta della finale, in rigoroso ordine alfabetico:
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Carla Perrotti e Fabio Pasinetti, Lo sguardo oltre le dune (Corbaccio)… Un racconto autobiografico di rara maestria e conseguente commozione – con Carla, grande viaggiatrice e avventuriera a scopo esplorativo nei luoghi più disparati del pianeta (Amazzonia, Borneo, Papua, Nuova Guinea, Etiopia), che accompagna Fabio, non vedente (di lavoro, centralinista) eppure sportivo sfegatato, in una incredibile camminata di due settimane (nel novembre 2008), in totale autonomia, attraverso il Deserto Bianco egiziano, lungo 250 chilometri di dune, pietraie, micidiali escursioni termiche… Superare le barriere imposte dall’handicap come a rivalutare, riformattare mentalmente se stessi, l’idea ostile del limite, e la gioia infinita ma disperante capita dentro e poi fuori di noi, sempre però lì, a portata di mano, a un soffio dal nostro Credo, dono che il divino consegna sempre all’umano: «…Era il pensare a Fabio che non vede, immerso nel buio, ad angosciarmi. Quando ho provato a spegnere la torcia, ho avuto davvero paura: paura per il mio compagno, per la sua incolumità, paura di non riuscire a controllare un’eventuale emergenza. Ero terrorizzata all’idea di rimanere priva di batterie ed era la prima volta che questo pensiero mi spaventava: mai prima di allora avevo temuto di restare senza luce. Sembra incredibile, ma da sola mi sentivo più sicura di adesso, che avevo Fabio accanto. Poi improvviso, il pensiero che in un istante dissolve le tenebre: ma c’è lui ad aiutarmi. Mi sono resa conto che proprio lui, che da anni vive nel buio, poteva diventare la mia guida, il riferimento sicuro che sa come fare a dominare l’oscurità più profonda. È un pensiero incredibile: io, guidata da un cieco, nel deserto, di notte. …» (p. 172).
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Federico Russo, Ci si mette una vita (Einaudi “stile libero”)… che a parte il piglio, e anche il lessico, è vero, qua e là abraso, tronfio, impertinentemente modaiolo, sfigato ed agile, insomma assolutamente contemporaneo, e lo ribadiamo, ahinoi (anche perché non possiede, ovviamente, alcuna virtù rimbaudiana!), si sforza se non altro di raccontare i giovani d’oggidì: cosa che non sono poi in molti né a sapere né a voler più fare… «… Ma mentre tornavo nella mia città avevo altro a cui pensare, qualcosa verso cui anche l’indistruttibile ottimismo di Pico avrebbe vacillato: l’incidente di Carlo. Sappiamo di avere pochi amici veri, e se ci chiedessero chi sono, ognuno di noi quattro risponderebbe con i nomi degli altri tre. Vivevamo ormai lontani ma ci volevamo bene, anche se non ce lo eravamo mai detti perché avremmo finito col riderci in faccia. Davanti all’incidente di Carlo, Pico reagì come gli altri. Il volo da Stoccolma sarebbe arrivato nel primo pomeriggio. Intanto il mio Eurostar aveva già superato come una scheggia l’Appennino e in perfetto orario mi stava riportando a casa. Via terra o via cielo, stavamo tornando. E per la prima volta l’occasione, invece di renderci felici, ci faceva paura. …» (p. 23).
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Lucia Sandiano, Lo specchio di Giulia (EdiGiò), prezioso breve romanzo che esce dal canone dei libri per ragazzi e s’impenna, s’industria come “favola” già “adulta”, dolce ma risoluta, misteriosa e profondamente appassionata, solidale di vera amicizia… Tema cruciale del diario personale di Jessica è infatti una sorta di disappunto verso l’amica del cuore – Giulia – che ella presto scoprirà contagiata dalla silenziosa, trasparente ma drammatica febbre dell’anoressia… Una vera amicizia esige insomma anche il coraggio d’una denuncia, d’un aiuto a strappo, per trauma coinvolto – infine gli spilli in cuore dei (benedetti!) sensi di colpa: «…Forse un giorno capirà che ho agito in questo modo solo perché le voglio bene e perché la mia idea di amicizia è anche non poterle permettere di distruggersi la vita. Se c’è una speranza che possa capire, riflettere e uscire da questo buco nero, bisogna provarci e tirare fuori il bello che c’è dentro di lei. Vorrei che con il tempo capisse che quello che lei sta considerando un tradimento da parte mia, per me invece è stato un gesto di amicizia. Vorrei farle capire che non sono una spia ma sto cercando di starle vicina. Sono arrivata alla conclusione che è meglio che Giulia sia arrabbiata piuttosto che vederla stare male. …» (p. 79).
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Inoltre, lo ripetiamo, ci si è spalancata la necessità e la presenza, anche in questo premio, di una sorta di vocazione pedagogica che ci spinge a considerare, a segnalare la dedizione e l’importanza di significativi, utilissimi libri-strumento, testi – se non didattici – in qualche modo nobilmente didascalici…
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Ecco il caso di un testo come Io più te fa noi… di Alberto Pellai (Edizioni Erickson, con annesso CD utile a “Potenziare l’educazione emotiva dei bambini con le canzoni dello Zecchino d’Oro, e illustrazioni veramente belle di Licia Zuppardi, coautrice anche della fantasiosa invenzione grafica, assieme a Giordano Pacenza): testo garbato, a suo modo delizioso, anche se resta compreso nel novero, prezioso seppur ristretto, dei libri per l’infanzia… Ma anche un testo attento ai bisogni contemporanei, ad esempio alla difficoltà d’integrazione linguistica tra un bambino rumeno e, qui da noi, gli altri bambini italiani… «… La mamma mi disse di unirmi a un gruppo che stava giocando a calcio. Io andai nei loro paraggi, ma nessuno mi passò il pallone così, dopo un po’, tornai sotto l’ombrellone. Fu così che mi ritrovai faccia a faccia con Leonardo. Più basso di me di almeno venti centimetri, lui mi guardava con il naso all’insù e gesticolava per farmi capire che aveva preparato una pista per le biglie e che stava cercando un compagno di giochi. Mi mise una biglia in mano e, con i gesti, mi invitò a seguirlo e a cominciare una sfida con lui. Così feci. Il tempo volò. Mentre giocavamo, Leonardo provava a insegnarmi le parole fondamentali: BIGLIA, MACCHININA, PALLONE. In breve tempo, cominciai ad avere una certa familiarità con i termini che indicavano i giochi che potevamo condividere. …»
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Né il discorso è poi così diverso nel valutare un testo ancora più fragrante – di grande godibilità (tipo film del genere Mamma, ho perso l’aereo!) – come Aiuto! Mi sono perso a Londra (sottotitolo: “Quando le catastrofi riaggiustano la vita”), di Barbara Tamborini, corredato dalle deliziose illustrazioni di Barbara Bongini, che in ogni dettaglio, finanche grafico, e a detta della stessa casa editrice, è egualmente apparentabile ad una collana di narrativa per ragazzi (“Narrativa San Paolo Ragazzi” – l’avventura della mente e del cuore). «… Sento che devo trovare il coraggio per farmi capire da qualcuno e questo esemplare umano mi sembra piuttosto innocuo. La mamma mi dice sempre di non parlare con gli estranei troppo gentili e strani. Non ho mai capito cosa intendesse per “strani” ma questa ragazza, in quanto a originalità… “Sorry”, parola inglese numero due. “Hi. What do you need?” Calma, cosa cavolo mi ha detto? “I’m Italian… conosci Italia?” “Ah Italia. Pasta, pizza, gelato…” “Già, good… cibo… food!” “Oh yes!” Mi guarda come parlasse con un croccante pollo allo spiedo da azzannare. “My English is very...povero, I don’t speak well”. Però, che frasona! “I’m German. My English is basic. Parlare un poko italiano”. Wow, che botta di fortuna! …»
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I canoni sono sempre odiosi, sciocchi – e qualcuno penserà allora che il “Premio Beato Contardo Ferrini” dovrebbe aprire una sezione per l’infanzia e/o l’adolescenza… Allora, anche un libro agile e divagante come Aiuto mi sono perso a Londra meriterebbe un sacrosanto riconoscimento… Ma, ripeto, questionare sui canoni è sempre faccenda di lana caprina: chiunque può obiettare che Il piccolo principe resta probabilmente il capolavoro di Saint-Exupéry! Anche se noi, e pur assai amandolo, non lo confronteremmo mai con Volo di notte o, che so?, Terra degli uomini… Eviteremmo il confronto, perché disomogeneo…
Due parole almeno, però, sugli altri libri presentati ...
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QAF – quoziente autostima famigliare (Edizioni San Paolo, di Alberto Pellai e Barbara Tamborini –: attenzione, ricorrono i due autori/pedagoghi precedenti, questa volta associati nell’intento) è niente più e niente meno che un elegante, a tratti delizioso manuale alla bisogna (“Accrescere e potenziare l’autostima giocando insieme in famiglia”).
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Racconti da pensare, di Alda Prinzivalli. Libro garbato, come altri della stessa autrice, che valutammo negli anni scorsi. Ma il prescritto tema “amicale” si perde nel generico, e la fragranza della narrazione non basta a focalizzare nell’opera un merito specifico, sia come racconto che come contributo pedagogico.
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Peccato anche per il Peppe Lomonaco di È stata una lunga giornata, “Storia d’amore e di fabbrica” nell’autunno caldo del 1969 (edito da L’urlo del Sole), racconto di prima mano, sperimentato e percorso in proprio, si capisce – ma con qualche scheggiatura di troppo, qualche affettata semplificazione “populista”: “Per poco non spaccavo tutto. In officina non ci sto più con la testa. Verso mezzanotte in testa mi si infilza un chiodo”… La fabbrica, l’ambiente operaio, le periferie industriali e suburbane… tutto bene (ricorda vagamente il Memoriale di Volponi, l’Ottieri di Donnarumma all’assalto)… Ma latita semmai proprio l’arte della scrittura… Se Lomonaco scrivesse meglio, sarebbe stato magari un ottimo libro – vicino anche al tema dell’amicizia, o se non altro della difficile solidarietà fra poveri, diseredati, operai, metalmeccanici, perché no?, anche malfattori, teste calde, i primi, evangelicamente, ad attirare il Cristo… Peccato davvero. Ci sono personaggi che non si dimenticano: Spartaco Bandiera, Rocco, Alfonso, cumpa’ Ciccillo, la stessa Annina col pancione… Ci ha proprio ricordato il piglio, l’atmosfera di certi film di Rosi o di Petri (sceneggiati magari dall’indimenticato Ugo Pirro: tipo La classe operaia va in paradiso)…
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Valerio Millefoglie ha cercato, guatato, quasi rincorso, con L’attimo in cui siamo felici (Einaudi “stile libero”), un libro stravagante e dolcissimo. Pieno di incontri, di attese, di speranze, di disillusioni – e di pazienza. Casi umani, molti. Non si sa bene se l’amicizia affiori casualmente o per via diretta… Ma abbiamo ammirato, di questo racconto realistico, e rarefatto, vergato con soffice eleganza e misura (pregio oggi assai raro) il tramutare e sublimare in favola – zavattinianamente – proprio l’oro fangoso della realtà, le schegge d’anima, la cabala di tutti i giorni, disperata e gentile; insomma le proprietà terapeutiche della Felicità!: “… È strano sentire i treni alle spalle, non vedere nessun binario, nessun arrivo e avere una voce in testa che non è la mia. ‘Non ci sono porte, posso andare dove voglio in casa mia’. come se gli spostamenti avvenissero in una dimensione a cui non posso accedere. ‘Casa mia sono io’. Mi fermo a guardare verso l’alto e trovo molto più cielo al secondo che all’ultimo piano di un palazzo. Appeso a un balcone, accanto alla bandiera del Brasile, uno striscione fa sapere a tutta la via: GESÙ È LA MIA FELICITÀ. Devo sapere chi è questa persona che Gesù rende così felice. Mi avvicino al portone.” (p. 111).
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(settembre 2012)
La Giuria
Plinio Perilli - Presidente Onorario Saverio Gaeta - Presidente Marco Ferraresi Fra' Riccardo Gallina O.F.M. Chiara Caretti Alex Aromando |
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Aspettando il Premio Beato Contardo Ferrini: MOSTRA Artisti Associazione La Macchia di Verbania |
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Città di Verbania in collaborazione con Associazione Artistica La Macchia
Nell’ambito del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini 3ª edizione
L’amicizia un’avventura! Esperienze di condivisione, accoglienza, sostegno e disponibilità per la vita
18 - 23 settembre 2012 Hotel Il Chiostro - Verbania Intra
MOSTRA Artisti Associazione La Macchia di Verbania
Inaugurazione martedì 18 settembre 2012 ore 18.00
Ingresso libero
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Aspettando il Premio Beato Contardo Ferrini: Concerto Les Pleyels Quatuor, quartetto pianoforte, violino, viola, violoncello |
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Città di Verbania in collaborazione con Associazione Culturale Note Romantiche
Giovedì 9 agosto 2012 - ore 21.00 Piazza San Leonardo Verbania Pallanza (spazio antistante la Chiesa)
Les Pleyels Quatuor
CONCERTO
Quartetto: pianoforte, violino, viola, violoncello Pianoforte Pleyel del 1894
In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno della Chiesa di San Leonardo
Ingresso libero
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